giovedì 11 settembre 2008

NINO SOTTILE ZUMBO ...la bandiera ascende l'Olimpo...




Filata quasi come tappeto a nodi fitti, ma, vista a distanza, il disegno non differisce da quello di un tessuto meno lavorato. Lascio agli osservatori più pazienti e meno interessati all’approfondimento delle questioni trattate la scelta di guardare al disegno d’insieme piuttosto che alla finezza della trama e dell’ordito che lo sostengono. Non perderanno il senso del discorso, sfrutteranno anche il vantaggio di non perdersi nei particolari. Epica, brandelli di dolore, alfabeti del mistero? Potenziando la visione e messo a fuoco l’oggetto, le stazioni si legano indissolubili. Anche noi, noi tutti abbiamo saputo trarne malamente qualche filo, quando abbiamo avuto in sorte di tenere in mano il gomitolo, non facendo cosi’ che aggrovigliarlo sempre di più. Una mano felice che voglia trarre il filo, pian piano e delicatamente, dall’intricata matassa, lo vede svolgersi e facilmente allungarsi. Giove è l’unico a cogliere, vedendo dall’alto, il senso del filo e della catena completa: il singolo anello, la singola stazione, non è che un anello, parte della catena, non la catena tutta. Filare un filo del racconto partendo da informe eaggrovigliato materiale-memoria storia destino-non è opera semplice: lo sviluppo dell’informe al formato,dall’imperfetto al perfettibile, dal caos del crudo tessuto all’articolazione richiede l’intervento di una mano divina. Ma il nolano Giordano Bruno nell “Spaccio della bestia trionfante” ci ammonisce: Giove purtroppo si sottrae, distratto da altre mansioni, non produrrà più un “ terso filo di narrazione “, “una ripulita infillacciata di sentenze” secondo la sua consuetudine. L’artista ha compito questo, tutto questo per noi, rubando il ruolo a Giove. In apertura e chiusura d’ogni capitolo opera quasi il miracolo con la semplice successione, il ridurre ad una dimensione l’opprimente varietà della “Historia”: infilare un filo e farne una bandiera, il filo del racconto di cui è fatto anche il filo della vita. La Natura-rettili foglie farfalle fiori pesci- riassunta anche nelle sue variabili e ritmate geometrie-rombi quadrati rettangoli- tende all’umano, l’umano- il volto arcano-l’umano tende all’assoluto, al divino. Lachesi assegna le sorti, Cloto fila i destini, Atropo chiude i destini. Il filo delle Parche segna la “necessità” del divenire. Inebriati d’immanenza noi non accettiamo né il prima né il dopo né l’inizio né la fine. La bandiera ascende l’Olimpo, dà corpo alle ombre, su questa terra trascina i Numi. Imprime una forma, una direzione, un senso e il groviglio trova struttura.
Nino Sottile Zumbo
*(dal catalogo " La bandiera dell'umanità ")

3 commenti:

Lidia Venturi ha detto...

I rettili sono salamandre.

Lidia Venturi

saverio ha detto...

Ho visto che i rettili di questa bandiera che provengono sia da con destra che da sinistra formano un SOLE.Molto bella l'immagine del rettile con la doppia coda.Penso che siano gechi e salamandre.
Comlimenti, Saverio.

saverio ha detto...

Ho visto che i rettili di questa bandiera che provengono sia da con destra che da sinistra formano un SOLE.Molto bella l'immagine del rettile con la doppia coda.Penso che siano gechi e salamandre.
Comlimenti, Saverio.