sabato 27 settembre 2008

SANTI FUGAZZOTTO La cultura non è privilegio dei popoli civilizzati, ma era già presente...



Nella nostra epoca siamo travolti da un’ansia dannosa che ci avvelena e ci toglie il respiro; attraverso una corsa quotidiana agitata e inutile contro il tempo, mentre l’orologio del tempo pittorico batte le ore con ritmo più sereno.La cultura non è privilegio dei popoli civilizzati, ma era già presente nelle composizioni espressive delle comunità tribali che vissero sulla terra moltissimi anni prima della nascita di Cristo. Un’arte quella primitiva che nel disegnare la materia era ricca di significati profetici e magici propiziatori. Questa antichissima arte, rientra nella passione di Salvatore Lombardo che già da molti anni si dedica a questo genere di opere eseguite con decorazioni ed incisioni su tela, sulla stoffa, sul legno, con dipinti e graffiti rupestri. Dove il richiamo alle civiltà passate non è un rifugiarsi nel passato ma punto di partenza per migliorare il presente. Contro questa frenetica corsa contro il tempo e in difesa della natura il microcosmo pittorico di Salvatore Lombardo si distacca dal reale, attraverso il suo percorso artistico, per ridare valore alla natura. Ecco che il tempo espressivo del nostro artista ci mette di fronte a noi stessi e c’invita a riflettere e a pensare sulla vita e sulle nostre antichissime civiltà. Un cammino artistico quello esplorato dal nostro artista che si manifesta, soprattutto, in una delle sue ultime opere: “La Bandiera dell’umanità”. Lombardo andando a ritroso attraverso la ruota del tempo, tramite il recupero di simboli e miti che si riferiscono alle grandi ed antiche civiltà. Con una promozione significativa che si esprime nei valori universali di fratellanza e nel rispetto della natura. Con scintille di luce rigenerante ricca di significati simbolici.
Santi Fugazzotto (www.santifugazzotto.it)

sabato 20 settembre 2008

GINO TRAPANI ...l'idea dell'enigma senza soluzione...



...Salvatore Lombardo ha scelto la via dell’installazione, costituita stavolta da tre strisce rettangolari(ciascuna di circa mq.9) in cui tra i numerosi oggetti ed elementi naturali assemblati(farfalle, pesci, fiori, ecc…) manca l’uomo. Il che, al primo approccio, sembra strano in un’opera che l’artista ha intitolato La bandiera dell’umanità.Invece è più volte rappresentato il volto di donna, che ha i tratti delle statue preistoriche, ma che è “mutante” e richiama la simbologia dell’antica mater, che si trasforma in donna enigmatica, ora seducente, ora sfuggente(dagli occhi vitrei). Coscienti composizioni di armonie e disarmonie sono ridotte nella minuscola dimensione del rettangolo o del rombo. Geniali associazioni di colori e di stoffe innescano l’idea dell’enigma senza soluzione, in cui tuttavia la leggerezza di una farfalla, unita alla sua fragilità, danno la misura della straordinaria energia vitale della natura e ci spingono a proiettarci con il pensiero altrove. Nella seconda striscia il senso di vuoto è reso dagli ampi spazi bianchi, in cui si muovono, insieme a qualche geco, salamandre di varia grandezza e colore, in marcia- in una fila che ora si biforca, ora si incrocia- verso una meta indeterminata. L’artista, a mio avviso, ha voluto decostruire il mosaico tradizionale, le cui tessere si incastrano raccontando un mondo ordinato. In tutt’altra direzione va l’assemblaggio nelle installazioni di Salvatore Lombardo; egli non vuole rappresentare l’ordito, la tessitura, ma il garbuglio. La sua è un’arte eccentrica, tra pop art e surrealismo, iperrealista e naif, con un sottofondo ironico: nel lanciare il suo messaggio, fondamentalmente ecologista, Salvatore Lombardo lascia intendere la certezza che l’uomo non lo raccoglierà.
Gino Trapani
* (dal catalogo"La bandiera dell'umanità")

MICHELE STILO ...arte compiuta e sicura...






Al M° Salvatore Lombardo del quale ho avuto la fortuna di apprezzare un "pizzico" di
arte compiuta e sicura Con stima
12-2-99 Michele Stilo

giovedì 11 settembre 2008

NINO SOTTILE ZUMBO ...la bandiera ascende l'Olimpo...




Filata quasi come tappeto a nodi fitti, ma, vista a distanza, il disegno non differisce da quello di un tessuto meno lavorato. Lascio agli osservatori più pazienti e meno interessati all’approfondimento delle questioni trattate la scelta di guardare al disegno d’insieme piuttosto che alla finezza della trama e dell’ordito che lo sostengono. Non perderanno il senso del discorso, sfrutteranno anche il vantaggio di non perdersi nei particolari. Epica, brandelli di dolore, alfabeti del mistero? Potenziando la visione e messo a fuoco l’oggetto, le stazioni si legano indissolubili. Anche noi, noi tutti abbiamo saputo trarne malamente qualche filo, quando abbiamo avuto in sorte di tenere in mano il gomitolo, non facendo cosi’ che aggrovigliarlo sempre di più. Una mano felice che voglia trarre il filo, pian piano e delicatamente, dall’intricata matassa, lo vede svolgersi e facilmente allungarsi. Giove è l’unico a cogliere, vedendo dall’alto, il senso del filo e della catena completa: il singolo anello, la singola stazione, non è che un anello, parte della catena, non la catena tutta. Filare un filo del racconto partendo da informe eaggrovigliato materiale-memoria storia destino-non è opera semplice: lo sviluppo dell’informe al formato,dall’imperfetto al perfettibile, dal caos del crudo tessuto all’articolazione richiede l’intervento di una mano divina. Ma il nolano Giordano Bruno nell “Spaccio della bestia trionfante” ci ammonisce: Giove purtroppo si sottrae, distratto da altre mansioni, non produrrà più un “ terso filo di narrazione “, “una ripulita infillacciata di sentenze” secondo la sua consuetudine. L’artista ha compito questo, tutto questo per noi, rubando il ruolo a Giove. In apertura e chiusura d’ogni capitolo opera quasi il miracolo con la semplice successione, il ridurre ad una dimensione l’opprimente varietà della “Historia”: infilare un filo e farne una bandiera, il filo del racconto di cui è fatto anche il filo della vita. La Natura-rettili foglie farfalle fiori pesci- riassunta anche nelle sue variabili e ritmate geometrie-rombi quadrati rettangoli- tende all’umano, l’umano- il volto arcano-l’umano tende all’assoluto, al divino. Lachesi assegna le sorti, Cloto fila i destini, Atropo chiude i destini. Il filo delle Parche segna la “necessità” del divenire. Inebriati d’immanenza noi non accettiamo né il prima né il dopo né l’inizio né la fine. La bandiera ascende l’Olimpo, dà corpo alle ombre, su questa terra trascina i Numi. Imprime una forma, una direzione, un senso e il groviglio trova struttura.
Nino Sottile Zumbo
*(dal catalogo " La bandiera dell'umanità ")

martedì 9 settembre 2008

ANGELA SOTTILE ...sollevava le tre strisce di stoffa...





While with the videocamera I was filming the art work, a sudden gust of wind raised the three strips of cloth streaming them like a real flag.

Angela Sottile

Mentre con la videocamera riprendevo l’opera, una improvvisa folata di vento sollevava le tre strisce di stoffa e le faceva agitare come una vera bandiera.

venerdì 5 settembre 2008

GIUSEPPE RISICA ...una serie di ritratti dedicati ad antiche etnie...



….una serie di ritratti dedicati ad antiche etnie quasi estinte, esprimendo nei loro lineamenti un variegato cosmo di emozioni, l’orgoglio dell’appartenenza e la malinconia per un passato sempre più lontano. Nell’ambito di un percorso artistico in continuo fermento, teso a continue sperimentazioni, spicca l’uso di materiali “poveri” riciclati, sapientamenti integrati su sfondi che riproducono ambienti naturali. Lombardo ha attraversato diversi periodi evolutivi, senza mai fermarsi in statica contemplazione, surrogando ogni sua fase espressiva con approfonditi studi oltre che delle tecniche anche dei relativi contesti socio-spirituali. C’è nella sua pittura attuale un deciso messaggio d’accusa verso la civiltà contemporanea che tende a soffocare la semplice purezza delle origini con l’abbraccio deforme del progresso e, nel contempo, un appello per la salvezza di un prezioso passato, un appello che molti possono ascoltare (e vedere) grazie alla sua arte pittorica.
Giuseppe Risica
*(dal mensile di cultura e società "Comunità")

mercoledì 3 settembre 2008

SANTO RAIMONDO ...rappresentare l'uomo con dei primi piani...



La figura retorica predominante che emerge dall’osservazione delle tre strisce è senz’altro la sineddoche, in cui si usa una parte per significare il tutto. In questo caso la retorica del ritratto deriva proprio dall’utilizzare il volto, la parte del corpo più densa di significati, per rappresentare il “tuttotondo” di una persona, non solo come essa appare, ma per l’intera sua psicologia. I volti umani infatti credo siano l’elemento che risalta in modo particolare nell’osservazione delle tre strisce. L’autore fa una scelta ben precisa: rappresentare l’uomo con dei primi piani e il mondo, la società, la natura che lo circondano. Questa tecnica, legata alle preferenze di inquadrature, nota anche come “faccismo”, si rifà al fenomeno mediante il quale si vuole intenzionalmente far risaltare una maggiore attribuzione di caratteristiche positive a persone rappresentate in forma ravvicinata, con un primo o un primissimo piano. E’ stato infatti dimostrato che le persone rappresentate in modo ravvicinato vengono valutate come più intelligenti, indipendenti, assertive, fisicamente attraenti rispetto a quelle rappresentate attraverso campi lunghi. In questa prospettiva il messaggio dell’autore è chiaro: sono gli uomini con la loro esistenza che possono migliorare o peggiorare il futuro del mondo.
Santo Raimondo

DANIELE PINO ...un uomo disegna una bandiera, la strappa...


...un uomo disegna una bandiera, la strappa e ne conserva i brandelli. Questa è l’umanità che vive, l’umanità che cerco. Orgoglio e pensiero, impeto pagato...
Daniele Pino
*(dal catalogo "La bandiera dell'umanità")